Allacciate le cinture

fdfsLecce, un uomo, una donna, una fermata dell’autobus e l’odio che nasce tra i due. Il bianco e il nero, il giorno e la notte. Lui la rivede al bar dove lavora, Antonio aspetta l’amica di lei, la ragazza con cui si frequenta, Elena sta servendo ai tavoli all’esterno. Nasce un gioco di sguardi, pieni di rabbia, di curiosità, di desiderio, attrazione. L’istinto ha il sopravvento. Ha inizio una storia clandestina, passionale, irrazionale. Il classico dei classici: gli opposti che si attraggono. Insieme a loro ci sono Silvia e Fabio, grande amico di Elena, innamorato di suo fratello scomparso tempo fa. Poi la madre e la zia un po’ pazza dai mille cambi di personalità. Ognuno con la propria storia da tacere, da vivere, da far incontrare e scontrare con quelle degli altri. Elena e Antonio crescono, si sposano, mettono al mondo due figli. La felicità alternata alle difficoltà, la vita reale, gli opposti che si amano e si odiano. Poi all’ improvviso arriva la malattia. Le lacrime amare che rigano il volto di Elena. La disperazione e la speranza di tutti, la reazione di un uomo che non riesce ad esprimersi, la rabbia di una donna che si sente impotente, che non si sente più attraente; l’innocenza bambina che capisce, tace e soffre. L’amore così sbagliato, così irrazionale, così inaspettato, ma comunque costante. Più o meno presente, ma mai assente. Un amore perso e ritrovato proprio tra le mura di quell’ospedale. L’amore che torna bello come la prima volta che si sono amati, in quella caletta, dove ritornano dopo tredici anni ricordando e rivivmaxresdefaultendo.  Una storia come tante e come nessuna, di sentimenti, di rabbia, di rancore, di dolore, di tradimento, di sorrisi, di sofferenza, di futuro e passato, di vita. La vita che lotta, la vita che va, la vita che resta. La vita da vivere nonostante tutto. 

Un articolo scritto diversamente da tutti gli altri, perché i film di Ferzan Ozpetek sono diversi da tutti gli altri. Il regista anche stavolta sa far riflettere, commuovere, lasciare con un finale che dice tutto e non dice niente. Nel cast troviamo una bravissima Kasia Smutniak affiancata tra gli altri da Francesco Arca, Carolina Crescentini, Filippo Scicchitano Elena Sofia Ricci e Luisa Ranieri. Un film su cui c’è niente e tutto da dire, ma che sicuramente va visto, capito e vissuto.

– Mi hai mai stimato? – Io ti ho amato dal primo momento.

Al prossimo film,

E.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...