“Quella donna merita la sua vendetta e noi meritiamo di morire” – Kill Bill Vol. 1

kill-bill-vol-1-original7In cantiere c’era Inglorious Bastards, quando Tarantino vede Uma Thurman al party degli Oscar. Iniziano a parlare di vendetta, una squadra di assassine, un’eroina dal nome sconosciuto. E’ così che nasce Kill Bill.

“Mi trovi sadico? Sai, scommetto che adesso potrei friggerti un uovo in testa, se solo volessi. Sai bimba, mi piace pensare che tu sia abbastanza lucida persino ora da sapere che non c’è nulla di sadico nelle mie azioni. Forse nei confronti di tutti quegli altri, quei buffoni, ma non con te. No, bimba, in questo momento sono proprio io, all’apice del mio masochismo.”

“Bill… E’ tua figl…”

Uno sparo in testa, Bang Bang di Nancy Sinatra.

E’ così che inizia la storia di una Sposa e della sua Vendetta.

La donna dal nome sconosciuto che verrà chiamata “La Sposa” viene aggredita selvaggiamente dai suoi ex colleghi criminali durante la prova del matrimonio. Si salva per miracolo e si risveglia dopo quattro anni e mezzo in un letto d’ospedale. Si sposta a fatica su una sedia a rotelle, prende le chiavi del furgone dalla tasca dell’infermiere che aveva provato ad abusare di lei, entra nel “Pussy Wagon” e inizia il suo viaggio che la porterà fino a Bill. La Sposa fa una lista di nomi:

1) O – Ren Ishi

2) Vernita Green

3) Budd

4) Elle Driver

5) BILL

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Anche in questo film non viene rispettato l’ordine cronologico, quindi la prima vittima della Sposa secondo lo spettatore è Vernita Green, ma successivamente sulla lista si può notare che il nome di O-Ren è già cancellato.

Ma come ha fatto la Sposa ad arrivare alla regina degli yakuza? La giapponese è infatti protetta dagli 88 Folli, che verranno affrontati e fatti fuori, fino ad arrivare al faccia a faccia tra due guerriere in un giardino zen innevato. La Sposa vestita della famosissima tuta gialla (indossata da Bruce Lee nel film L’ultimo combattimento di Chen), la giapponese ricoperta da un kimono bianco, Don’t Let Me Be Misunderstood e The Flower of Carnage di sottofondo, che si intervallano alle battute delle due donne e al rumore della fontana nel giardino. E’ l’ultimo combattimento del primo volume, il più intenso, curato in ogni minimo dettaglio.

“Lei sa che sua figlia è ancora viva?” E’ l’ultima battuta del film, prima dei titoli di coda.

Un vero e proprio capolavoro firmato Quentin Tarantino, diverso da ogni altro film realizzato in precedenza, suddiviso in due pellicole, distribuito negli USA, in Europa, in Asia.

Cosa apprezzo particolarmente del film? La cura nel montaggio, la suddivisione in capitoli, i combattimenti a colpi di spada che si mescolano con le più classiche armi da fuoco, la cultura orientale che si alterna con quella americana, una colonna sonora impeccabile, la bravura di Uma Thurman, quella di Lucy Liu e di ogni altro attore dalla parte più o meno importante.

Come al solito, per ogni film di Quentin, vi lascio con una serie di curiosità e dettagli che potrebbero sfuggire la prima volta che si vede il film:

  • è il primo film girato fuori dagli Stati Uniti, in tre paesi diversi: Cina, Giappone, Messico
  • solo l’edizione distribuita nei Paesi asiatici è interamente a colori
  • la sceneggiatura del film è stato il regalo di Tarantino per il trentesimo compleanno di Uma Thurman
  • è possibile leggere il nome della Sposa, Beatrix Kiddo, sul biglietto aereo
  • sotto le Onitsuka Tiger gialle e nere si può leggere “FUCK U”
  • gli ideogrammi nel menù iniziale si leggono ”hana yome ga kuru, hana yome ga kuru” e significano “la Sposa sta arrivando, la Sposa sta arrivando”
  • la cartina animata del viaggio di Beatrix è presente anche in Jackie Brown
  • il duello finale tra la Sposa e O-Ren Ishi ha richiesto ben 8 settimane di riprese
  • gli errori intenzionalmente evidenti e spesso grossolani come i capelli di Uma Thurman che a volte sono più lunghi e a volte più corti,  sono un omaggio ai film del genere exploitation in cui errori del genere erano frequenti, non avendo denaro a sufficienza per rigirare le scene
  • nel film viene inquadrata la pubblicità delle sigarette Red Apple
  • non mancano inquadratura dei piedi, ripresa all’interno del bagagliaio e riprese dall’alto

Non mi resta che augurare buona visione a chiunque ancora non avesse visto il film o a chi, come me, lo ha visto, rivisto e lo vedrà ancora.

Vi lascio con la scena del combattimento tra O-Ren Ishi e la Sposa

La vendetta non è mai una strada dritta: è una foresta. E in una foresta è facile smarrirsi. Non sai dove sei né da dove sei partito.

Al prossimo film,

E.

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